Ci troviamo nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, un’area unica in Italia perché concentra
4 principali riconoscimenti dell’UNESCO:
Proprio il Cilento è stato riconosciuto come la “comunità emblematica” per l’iscrizione della Dieta Mediterranea nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità;
da qui, di generazione in generazione, questa cultura immateriale si è diffusa in molti paesi mediterranei, fornendo alle comunità un senso di appartenenza e di continuità.
Ciò equivale al riconoscimento delle pratiche tradizionali, delle conoscenze e delle abilità locali quali strumenti peculiari per un’agricoltura sostenibile e per una dieta alimentare che promuove il benessere e la longevità.
La Valle del Fasanella si adagia ai piedi degli imponenti Monti Alburni, spesso definiti le “Dolomiti del sud” per avere in comune con le Dolomiti la stessa formazione carbonatica, risalente al Mesozoico, derivante dall’attività di coralli ed alghe di un antico fondale marino tropicale, con preponderanza di dolomia che ha creato anche qui suggestive rocce chiare ricche di paesaggi carsici. Questa posizione elevata garantisce escursioni termiche notevoli, fondamentali per la complessità aromatica delle uve.
I vigneti beneficiano di terreni con una matrice argilloso-calcarea e una forte presenza di scheletro (pietre), che garantisce un eccellente drenaggio e costringe le radici a scendere in profondità, estraendo minerali unici.
La vicinanza al massiccio carsico tempera il clima e assicura una riserva idrica sotterranea essenziale, permettendo
alla vite di resistere meglio ai periodi di siccità e contribuendo alla longevità e freschezza dei vini.
L’influenza del Fiume Fasanella, del torrente Cellino e delle Cascate dell’Auso sulla qualità delle nostre uve è
principalmente legata alla creazione di un microclima peculiare e all’influenza sulla composizione del suolo:
la presenza di acqua corrente e cascate contribuiscono a generare aria più fresca e umida e, per questa
via, ad abbassare le temperature notturne in modo più marcato rispetto ad aree anche non lontane.
Questa escursione termica tra giornate calde e notti fresche è fondamentale per la maturazione
fenolica e aromatica delle uve. Permette alle viti di accumulare zuccheri di giorno, senza esaurire gli acidi organici di
notte, quando la respirazione è rallentata.
Ciò si traduce in una maggiore acidità totale, essenziale per la freschezza e la longevità dei vini e una migliore
concentrazione di Antociani e Polifenoli, responsabili del colore, della struttura e dei tannini, specialmente per vitigni
rossi come Aglianicone, Aglianico e Primitivo da noi coltivati.
Qui, la vegetazione varia dalla macchia mediterranea, ricca di lecci e mirto, fino alle estese faggete d’alta quota, con la
presenza di specie endemiche che ne testimoniano la diversità genetica.
Questa ricchezza ambientale si traduce in un ecosistema vivo e in una minore pressione di malattie, il fondamento per
un’agricoltura biologica di qualità.
Inoltre, qui l’ulivo ed il suo ecosistema è da sempre in consociazione con la vite, pilastro per i nostri vini biologici e di terroir.
Non è solo paesaggio, è un sistema di supporto vitale per un sistema agricolo più resiliente e sostenibile:
l’ulivo aumenta la biodiversità funzionale, attirando insetti utili che combattono naturalmente i parassiti della vite;
funge da frangivento naturale e, con le sue foglie, arricchisce il suolo di sostanza organica;
rilascia composti volatili che influenzano il profilo aromatico, conferendo ai vini l’inconfondibile carattere mediterraneo.
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